Briciole di memoria

 

Briciole di memoria

 

Ricordo perfettamente che quell’estate fu particolarmente calda e che ogni volta che uscivo fuori a giocare e a fare le verticali al muro, mio passatempo preferito a quell’epoca, mia madre doveva poi armarsi di sana pazienza e pulirmi infinite volte il viso madido di sudore per lo sforzo e le mani sporche del rossiccio della piastrelle che avevamo nella grande terrazza, della quale ancora adesso ho un tremenda nostalgia.
Quel colore rosso brunito non lo dimenticherò mai perché ha macchiato tutti i pantaloni della mia infanzia, sbucciato le mie ginocchia e si è scolpito per sempre nella mia mente, rimanendo vivido come il ricordo della passeggiata fatta solo ieri con le mie figlie.
Come non dimenticherò mai la sensazione di felicità mista ad orgoglio ogni volta che grazie alla forza delle mie mani e delle mie braccia quella verticale riusciva perfettamente e allora e solo allora chiamavo mia madre con tutto il fiato che avevo in gola, squarciando il silenzio di quelle sere afose e assolate di luglio, facendola puntualmente spaventare nel dubbio che mi fosse accaduto qualcosa.
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